Come installare Linux sul nuovo MacBook con cuore Intel senza paura di perdere il disco di sistema? Dopo avere provato a partizionare il
disco con bootcamp ed installare con successo alcune distribuzioni oltre ad avere utilizzato vari CD live, mi sono scontrato con il problema di installare un boot loader senza rischiare di perdere la tabella di partizione del disco. Un primo ricorso ricorso al disco di emergenza per ripristinare il boot con MacOS mi ha fatto realizzare che non volevo, come risultato di una manovra poco accorta, realmente reinstallare i 10 giga di software Apple in dotazione. Ho provato parallels e l’ho trovato di una semplicità disarmante: permette oltretutto di utilizzare Linux ( o Windows, se credete ) assieme a MacOS a velocità pressoche’ piena. L’ho utilizzato anche per fare il boot da una immagine ISO di un live CD e devo dire che funziona in modo egregio, anche se una volta ha inchiodato MacOS con un problema su di una macchina virtuale Windows (scherzi del destino o puro caso?). Il vantaggio rispetto ad una installazione reale di Linux sta anche nell’evitare di partizionare il disco, bastando un file per contenere il disco virtuale del sistema ospite. L’unico vero problema e’ che la RAM in dotazione nel modello di base e’ poca per far funzionare agevolemente una macchina virtuale.
28 giugno 2006
Linux su MacBook
4 commenti »
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Commento di lbell — 3 ottobre 2006 @ 18:48 |
io sono su linux e uso qemu che devo dire no ha niente da invidiare a quei tipi di software
Commento di mandela900 — 12 luglio 2007 @ 0:23 |
io ho linux (sabayon, kubuntu, debian) sia sul macbook (mantengo anche mac osx) che sui vari pc… è il sistema del futuro!
qemu è perfetto se si usa la piena virtualizzazione del nuovo kernel
Commento di hk4life — 17 agosto 2007 @ 10:07 |
Si ma perchè mettere linux su mac? Mi sembra una cosa alquanto scomoda e pericolosa…
Commento di Nicola — 31 maggio 2010 @ 20:27 |