Com\’è dura la professione!

23 febbraio 2006

Middleware ? SQL Server 2005

Filed under: Programmazione — lbell @ 20:52

Una delle novità interessanti di SQL Server 2005 e’ l’implementazione di un sistema di accodamento e messaggistica (Service Broker). Come al solito la mira e’ ambiziosa e permette una gestione semplificata dal punto di vista di chi deve scrivere le applicazioni. E’ possibile gestire semplicemente flussi di messaggi in applicazioni multithreading grazie all’uso implicito dei lock dei thread ed la ricezione dei messaggi e’ garantita nell’ordine corretto. Di notevole vi e’ sicuramente il fatto di poter utilizzare un solo strumento per amministrare il sistema, visto che non si ha a che fare con componenti di produttori diversi, e della gestione della sicurezza. Inoltre si possono salvare nello stesso backup di database sia i dati che i messaggi.

Il difetto? Come al solito si tratta di una applicazione “tutto Microsoft” in cui si e’ obbligati, se pure si vuole sfruttare solo il servizio di messaggistica, ad installare un DBMS (SQL Server 2005) che ‘gira’ solo su Windows. A questo punto non si ha più la necessità di acquistare od utilizzare altri database (si legge Oracle), per cui come mossa commerciale non sembra affatto male. D’altronde assemblare un sistema con le stesse funzionalità (sulla carta) con sistemi eterogenei ha comunque un suo costo, senza contare la complessità della soluzione, anche se certamente la soluzione darebbe più libertà. Nel mondo Java si parla di specifiche (J2EE), nel mondo Microsoft di integrazione.

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20 febbraio 2006

Amministrazione di sistema

Filed under: Amministrazione di sistema — lbell @ 21:42

Un esperimento ci parla di come gli impiegati di banca non abbiano cura della sicurezza. Sarebbe interessante ripetere la prova con altre categorie di lavoratori che in teoria dovrebbero averne più coscienza (Ingegneri in primis). E’ proprio vero, la sicurezza e’ come il silenzio, se ne sente il bisogno solo quando manca. Con buona pace degli amministratori di sistema coscienziosi.

16 febbraio 2006

La teoria e la pratica

Filed under: cosi' va il mondo — lbell @ 21:07

“In teoria non c’ é differenza tra la teoria e la pratica, in pratica ce n’ é”
Esiste una differenza tra la teoria e la pratica e consiste nel fatto che il modello del mondo che ci facciamo e’ incompleto. Tutto questo per dire che la vita e’ piena di contraddizioni e di cose che a prima vista sembrano incredibili. Chi, nutrito dalle sane regole di gestione aziendale, avrebbe potuto immaginare che un prodotto dell’ingegneria complesso come un sistema operativo, che deve supportare decine di dispositivi hardware, implementare protocolli di comunicazione, offrire connettività verso i dispositivi piu’ disparati, offrire servizi aggiuntivi quali interfaccia utente grafica e nel frattempo funzionare in modo affidabile senza sosta, ogni giorno, avrebbe potuto essere realizzato da volontari di ogni parte del mondo? Oltretutto la maggior parte di queste persone non si conoscevano direttamente fra loro, facendo assomigliare tutto questo lavoro ad un un gigantesco esperimento sociale. Se non lo avete ancora capito parliamo dell’Open Source, di Linux e cugini (OpenBSD e amici vari). La cosa ovviamente non e’ successa per caso, semplicemente i tempi sono cambiati rendendo il modello di sviluppo Open Source una realtà, anche se certamente non l’unica. Ancora una volta occorre adeguare la teoria alla pratica. D’altronde, tanto per non perdere il mio gusto per la contraddizione, visto che tutta l’industria si sta spostando verso il modello dei servizi, era tempo che lo facesse anche il mondo del software, adeguando la pratica alla teoria. CVD

6 febbraio 2006

I brevetti software

Filed under: Programmazione — lbell @ 20:47

Qualche giorno fa e’ uscito sui quotidiani uno studio, dai connotati negativi, sul ritardo tecnologico dell’Europa dall’America. Nelle cause venivano indicati, fra le altre, la scarsità di brevetti sul software. Ecco, ci risiamo, i brevetti, appunto, come una maledizione da cui non riusciamo a liberarci. Nell’articolo, come caso positivo si citava la realizzazione del blackberry, tacendo il fatto che proprio il blackberry e’ al centro di una disputa sui brevetti che rischia di bloccarne l’uso, tanto che e’ stato chiesto di non applicarli nel caso specifico per quello che riguarda gli enti pubblici, come scritto in questa nota.

Guardiamo all’India ed alla Cina che addirittura sta cominciando ad imporre i propri standard sul piano internazionale. Non sono i brevetti, che non hanno, a farne la fortuna, ma la volontà’ e gli investimenti nella scuola e l’università’ che come risultato producono ingegneri.

Il fatto più preoccupante e’ che da tempo si sta cercando di far passare il sistema di brevetti all’americana, in cui si può brevettare una singola idea. Potrebbero essere brevettabili funzioni analoghe al pulsante di chiusura delle finestre, il cestino, trascinare il mouse per ridimensionare una finestra, per parlare di qualcosa che tutti conosciamo.

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