Com\’è dura la professione!

12 luglio 2006

Il paradiso dei programmi

Filed under: Open Source,Programmazione — lbell @ 11:34

Quando un programma muore, nel senso che la ditta che lo commercializza non lo supporta più o viene acquisita da una concorrente, cosa succede? Gli utenti hanno la scelta tra continuare ad utilizzare il programma fino a quando non è più possibile farlo, perché magari il sistema operativo non lo supporta, o passare ad un nuovo programma, abbandonando il lavoro svolto fino a quel momento sotto forma di files dal contenuto misterioso. In questo caso a volte si lascia una postazione dotata del programma vecchio e, se si è fortunati, ma spesso è così, si trova un programma in grado di convertire più o meno esattamente il formato dei files del vecchio programma in quelli del nuovo. E’ capitato con Wordstar (chi se lo ricorda?) ed un giornalista americano teme che possa ricapitare al suo programma di grafica vettoriale preferito, FreeHand (tranquilli, non è ancora capitato e nemmeno è detto che capiterà). Nel mondo Open Source, invece, grazie al fatto che il sorgente è sempre disponibile, dalle ceneri di un programma ne può nascere un altro, come è accaduto con Apache, il server Web più diffuso. Le cose però non sono così semplici, avere i sorgenti di un programma e saperli modificare non è la stessa cosa. Adattare un programma, specialmente se scritto da altre persone e con poca documentazione richiede uno sforzo notevole anche per un hacker. Occorre formare una comunità di persone interessate alla cosa e capaci.

In fin dei conti abbandonare e sostituire un programma che si conosce, anche se costa tempo e fatica, spesso fa parte della normale vita lavorativa qualora sia salvaguardato il lavoro prodotto in precedenza. Per questo occorrono standard aperti. I programmi muoiono naturalmente con il tempo, le versioni dei sistemi operativi, le funzionalità che mancano per restare al passo con i concorrenti, come un qualsiasi utensile. Oggi nessuno usa la falce per raccogliere il grano, ma il pane non è mai passato di moda. Quello che non possiamo permetterci sono formati di dati proprietari e non documentati, un ostacolo tra noi ed il nostro lavoro.

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