Com\’è dura la professione!

22 gennaio 2007

Libri, libri, libri (per lavoro)

Filed under: cosi' va il mondo,letture,Programmazione — lbell @ 22:55

Del perché sia necessario leggere i libri di programmazione in anticipo sui tempi non parlerò, anche perché Igor Damiani lo spiega molto chiaramente in questo suo post, parlerò invece del perché non è facile farlo. Anche nell’epoca dei documenti elettronici, almeno per me, i libri restano necessari, perché leggere la documentazione a video è scomodo; per leggere i libri si può agevolmente sfruttare il tempo impiegato nel tragitto casa lavoro, se si utilizza il trasporto pubblico. Molte aziende sono disponibili ad ‘investire’ in libri da dare in pasto ai dipendenti, tuttavia per essere veramente recepiti i libri devono essere personali. Vanno iniziati, lasciati sul comodino, ripresi, accantonati perché ci si deve dedicare ad una urgenza. I libri aziendali non ci sono mai quando li si desidera leggere, seguono un percorso tutto loro, vengono accatastati inutilmente nei posti più inattesi come trofei di guerra, sono dimenticati a casa della persona a cui non servono ma che li aveva presi per curiosità. Se non li si può ricevere in prestito perenne dalla ditta, li si deve quindi comprare di tasca propria. E qui ahimè veniamo ai problemi (di costi). Diciamo che per restare al passo con i tempi è necessario acquistare almeno un paio di libri al mese (per non dire uno alla settimana), ma chi con uno stipendio da impiegato se lo può permettere? Oggi è normale arrivare ad 80, 100, anche 130 euro per alcune tipologie di libri di programmazione, il che fa 200 euro al mese, 2000 all’anno per fare un conto pari stando anche prudenti. Se controlliamo inoltre quanto costano all’estero gli stessi libri, visto che quelli che troviamo sugli scaffali nostrani sono spesso traduzioni degli originali d’oltreoceano, vediamo che alle volte arrivano perfino alla metà, con nostra somma gioia. Come può un impiegato o un lavoratore con contratto a termine permettersi di spendere una tale cifra, che per una ditta invece è assolutamente ragionevole? Sembra che il libro, l’oggetto che incarna la cultura per antonomasia, stia ridiventando disponibile a pochi, praticamente patrimonio delle ditte.

Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: