Com\’è dura la professione!

31 marzo 2007

La best practice della macchinetta del caffè

Filed under: Programmazione — lbell @ 19:50

E’ da quando ero studente universitario che circolano libri su metodologie e processi di sviluppo software che promettono di essere la parola definitiva sull’argomento se seguiti alla lettera in tutti i loro dettami. Il fatto che ne escano in continuazione la dice lunga sull’argomento, anche se forse è la programmazione in sé a cambiare costantemente. Allora la programmazione object oriented stava apparendo all’orizzonte e di programmazione per componenti ne parlavano solo alcuni illuminati come Cox.
Da allora sono nate e scomparse decine di metodologie, tutte con la stessa ambizione, extreme programming per ultima.
E queste riflessioni sono anche il tema dell’articolo di Ivar Jacobson presente nel numero di questo mese di Dr. Dobbs, con cui sono decisamente concorde.
Alla fin fine le metodologie, se seguite alla lettera, finiscono per giustificare se stesse, meglio sfruttarne solo le best practices che meglio si adattano al team ed all’ambiente di produzione.
A cosa serve una metodologia? A scrivere software migliore in tempi certi, software meglio comprensibile dai manutentori. Una metodologia deve essere soprattutto utile. Praticamente tutte le metodologie che ho visto finora pretendono di essere implementate in toto, producendo un problema nel senso che portano gli sviluppatori a preoccuparsi più di seguire la metodologia che del software che producono.
Le metodologie sembrano diventare il centro dell’attenzione dello sviluppo sottraendola al prodotto reale in una sorta di “Eyes Wide Shut” della programmazione.
Ciò che non ho mai trovato sottolineato nella giusta considerazione in tutti questi processi, a parte forse nell’extreme programming, è il potere della comunicazione la macchinetta del caffè.
Nel reparto di produzione è normale che le informazioni fluiscano nella pausa caffè, davanti alla famosa macchinetta, fra sviluppatori ed installatori. Spesso anche l’esporre un problema ad alta voce fa chiarire le idee e trovare il modo di risolverlo. Quei dieci minuti di intervallo sono oro colato per le ditte in termini di produttività. Varrebbe la pena di coniare una nuova best practice: quella della macchinetta del caffè. Temo però che sia già ben nota ad ogni responsabile software.
Per quello che riguarda la metodologia in generale vale la solita regola della medaglia e del suo rovescio, ci sono sempre due finalità contrastanti: la metodologia (la Qualità ad esempio) livella il fattore umano rendendo le persone intercambiabili, la produttività vuole che lo si sfrutti. E conosco ditte in cui è più importante la prima cosa ed altre la seconda. Come al solito si tratta di decidere cosa meglio si adatta alla propria realtà.

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5 marzo 2007

And the winner is … OpenNMS

Filed under: Amministrazione di sistema — lbell @ 23:31

SearchNetworking.com, dopo un sondaggio fra i suoi lettori, ha premiato per il 2007 il pacchetto Open Source OpenNMS come miglior prodotto nella categoria dei monitor di rete, davanti a pietre miliari come Tivoli e OpenView. Poco a poco sembra che l’Open Source stia filtrando nel mondo delle imprese. Per provarlo non c’è nemmeno bisogno di installarlo, basta seguire il link al demo presente sul sito opennms.org. Non farà tutto quello che fa Tivoli, ma il suo lavoro sembra farlo bene.

Link alla notizia:

http://searchnetworking.techtarget.com/productsOfTheYearCategory/0,294802,sid7_tax306257_ayr2007,00.html

 

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