Com\’è dura la professione!

8 gennaio 2008

Perché è importante usare standard aperti (ed essere contrari a OOXML)

Filed under: cosi' va il mondo,Microsoft,Open Source — lbell @ 23:26

La fine del supporto a certi tipi di “vecchi” formati di file decretata da Microsoft, fa riflettere sull’utilità di impiegare formati proprietari per memorizzare i documenti. In un altro blog leggo che decine di documenti religiosi e scolastici a causa di questa decisione rischiano di essere perduti perché fra qualche tempo non esisteranno più programmi in grado di leggerli, mentre gli atti più vecchi scritti su carta possono essere tranquillamente consultati.

L’accessibilità dei documenti elettronici memorizzati in formati proprietari, essendo molto spesso non nota la loro codifica, dipende dalla volontà della ditta che detiene l’ideazione di tali formati. Qualora la ditta fallisse o non avesse più convenienza ad aggiornare i programmi perché possano funzionare sui moderni sistemi operativi (tutti casi occorsi nella realtà), l’utente o l’autore di tali documenti troverebbe di fatto un ostacolo insormontabile tra sé ed i propri dati.

Cosa è successo in realtà? Che un’azienda, esercitando un suo legittimo diritto, ha deciso di togliere il supporto ad alcuni formati di file proprietari, di programmi non più funzionanti sugli odierni sistemi operativi. Lo ha fatto per la propria convenienza, citando come spiegazione ragioni di sicurezza, mediante la pubblicazione di aggiornamenti di manutenzione ai suoi programmi da ufficio. Per amor del vero devo dire che esiste una scappatoia, anche se complicata, per accedere ancora a tali formati, ma il danno maggiore lo si avrà fra qualche tempo, quando magari si avrà bisogno di consultare i documenti storici e non si saprà come.

In un mondo dove occorre lavoro ed impegno per essere continuamente competitivi, sprecare tempo e lavoro per poter di nuovo accedere ai vecchi documenti mi sembra una vergogna. Viviamo tempi in cui accadono cose straordinarie, da piccolo mai avrei pensato che potesse cadere il confine con la Slovenia nella concordia più totale o che la Cina potesse diventare la fabbrica del mondo, perché dobbiamo perdere tempo ed energie per capire come rileggere i documenti di cinque o dieci anni fa?

È facile ora consigliare di utilizzare standard aperti per la memorizzazione dei documenti, ma che alternative reali esistono per evitare di non potervi più accedere fra, diciamo, cinque anni? Tutti pensiamo di poter vivere almeno cinque anni ancora, vero? Altrimenti non perdereste tempo a leggere queste righe.

  1. Utilizzare il programma che va per la maggiore, non accontentarsi di nulla di meno, il secondo in classifica domani sarà reso obsoleto dalla nuova versione del sistema operativo o magari la ditta che lo produce sarà fallita o scalata. Ma nemmeno così sarete sicuri.

  2. Usare uno standard aperto, e per aperto non intendo aperto per finta come è stato fino ad oggi OOXML, ma un formato utilizzabile senza restrizioni né condizioni, OpenDocument, tanto per essere chiari.

Con un formato aperto sarà sempre possibile accedere ai propri dati.

Decidere di utilizzare o meno un formato aperto è di una scelta legittima, ma penso che almeno le associazioni e le pubbliche amministrazioni abbiano il dovere di utilizzare e pubblicare documenti in formati aperti.

L’uso di formati come OpenDocument, PDF ed HTML è una garanzia prima di tutto per l’utente.

Link:

http://www.tedcarnahan.com/2008/01/02/three-steps-to-open-source-in-the-church/

http://it.slashdot.org/firehose.pl?id=443210&op=view

http://support.microsoft.com/kb/938810/en-us

http://www.news.com/Office-2003-to-get-security-upgrade/2100-7355_3-6179672.html?tag=st.nl

http://www.consortiuminfo.org/standardsblog/index.php?topic=20051116124417686

http://www.noooxml.org/

http://en.wikipedia.org/wiki/Opendocument

http://www.fsf.org/campaigns/odf.html

 

 

 

 

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17 gennaio 2007

Il padre di WebSphere alla Microsoft

Filed under: Java,Microsoft,Programmazione — lbell @ 20:23

In controtendenza rispetto agli ultimi movimenti ed annunciato da uno scarno comunicato del sito Microsoft, stavolta è stata la Microsoft ad aggiudicarsi un pezzo da 90 dello sviluppo ovvero il padre di WebSphere Donald Ferguson, figura importante di IBM, che ha lavorato in settori in cui ci sono molte parole magiche: Rational, Tivoli, Web Services SOA, DB2, patterns, Web 2.0. Per inciso all’IBM svolgeva il ruolo di Chief Architect. Ma allora chi lavora con J2EE non fa sempre le cose male!

12 dicembre 2006

Recensione di “Integrare Windows e Linux” di Moskowitz e Boutell

Filed under: Amministrazione di sistema,Linux,Microsoft — lbell @ 22:20

ISBN 88-481-1973-5
Autori: Jeremy Moskowitz, Tom Boutell
Anno: 2006
Editrice: tecniche nuove
Come recita il titolo, viene descritto tutto quello che è necessario fare per far coesistere i due sistemi (e non per sostituirne uno con l’altro) in varie aree di utilizzo. Sono indicati chiaramente i passi da svolgere, con tanto di relative schermate, per permettere il login centralizzato in reti miste, per condividere file e stampanti, gli account, la posta e il DNS. Ogni operazione è descritta in dettaglio, sia per quello che riguarda la parte Linux che quella Windows in un modo quasi banale (per chi abbia un minimo di esperienza). Si parla delle tecnologie più avanzate, di Windows Server 2003 ma non del 2003/R2, per il quale si rimanda ad una appendice supplementare scaricabile da internet (dal sito inglese http://www.winlinanswers.com/); d’altronde è il destino dei libri di informatica che trattano di questi argomenti di uscire già vecchi almeno in qualche parte.

Il libro è ricco di dettagli, ovvero quei particolari che fanno la differenza tra avere un sistema funzionante in pratica e non solo in teoria. Si parla sia di come configurare i sistemi Linux per accedere alla controparte Windows, che del caso opposto, mediante la realizzazione di alcuni scenari aziendali mostrando, quando opportuno, anche i limiti degli approcci tra sistemi con modelli di protezione tanto diversi.

Per la mia esperienza comunque si tratta di casi molto più teorici che pratici, esperimenti da eseguire per cultura personale o in previsioni di lavori futuri, dato che in nessun ambiente lavorativo di mia conoscenza nella pratica si usa qualcosa di diverso da Windows e dalle pagine del libro se ne capisce il perché: per ogni argomento, in primis per quello che riguarda l’autenticazione degli utenti ma anche per la gestione della posta (Exchange è una vera killer application), il lavoro per l’amministratore di sistema è veramente ridotto in Windows, dato che realizza una stretta integrazione fra i componenti per quello che riguarda autenticazione e sicurezza dei servizi. Che poi il sistema sia sicuro in assoluto è tutto un altro paio di maniche, come la storia dei virus recenti sta a dimostrare.

17 novembre 2006

Micro$oft il nostro nemico?

Filed under: Linux,Microsoft,Open Source — lbell @ 20:43

A volte me lo dimentico, ma ci pensa Ballmer a ricordarmelo :).


http://pollycoke.wordpress.com/2006/11/16/nota-ricordarsi-che-microoft-e-il-nostro-nemico-1/

http://linux.slashdot.org/linux/06/11/17/1324248.shtml

Un altro rapporto ‘ispirato’.

Filed under: Linux,Microsoft,Open Source — lbell @ 20:36

Dopo tutti i rapporti ispirati da Microsoft che dimostrano quanto sia brutto il software libero, ne esce uno, guarda caso ispirato da IBM, qui il link a e-linux, in cui si dimostra il contrario. Sappiamo tutti che i rapporti ‘ispirati’ dalle ditte devono riportare il risultato che le ditte si attendono, altrimenti il prossimo rapporto verrà richiesto a qualcun altro e l’attuale incaricato perderà, per così dire, l’ispirazione. E’ capitato anche a Bruce Schneier figuriamoci ad uno sconosciuto consulente. Ma chi legge questi rapporti? Chi li tiene in considerazione? Chi ha le capacità e la scaltrezza per dirigere un reparto può affidarsi realmente ad uno scritto così chiaramente di parte? Evidentemente sì, se questi rapporti continuano ad essere prodotti. Un altro mistero dell’universo.

31 ottobre 2006

L’accessibilità

Filed under: Microsoft — lbell @ 21:34

Leggendo le note di rilascio di Internet Explorer 7, in attesa di installarlo visto che pare sia inserito in windows update dal mese prossimo, noto la sezione dei problemi che verranno risolti in una versione futura. Trovo scritto che alcuni siti che controllano che l’agent sia Internet Explorer 6 potrebbero non essere accessibili dal nuovo nato di casa Microsoft a meno di usare i soliti trucchi . Ma allora la tanto discussa accessibilità sul web non è solo un problema degli utenti di Firefox o Safari, oltre che dei gestori dei siti che a causa sua perdono potenziali visitatori.
Link: http://msdn2.microsoft.com/en-us/ie/aa740486.aspx

13 ottobre 2006

Vista e le sue licenze

Filed under: Microsoft,Open Source — lbell @ 20:44

Nuova edizione, nuove licenze. Per le versioni home non sarà possibile trasferire la licenza più di una volta. E’ un diritto di Microsoft farlo, visto che il prodotto è loro, è un nostro diritto non usarlo se non vogliamo. E per questo pretendo che l’amministrazione pubblica quando parla con me per via elettronica utilizzi un formato aperto. Per leggere i documenti pubblici non posso essere obbligato ad utilizzare un programma che funziona su di un solo sistema operativo, come affermato da una persona Microsoft in questa intervista (If people want to run Office then buy Windows. Or a Mac). Non posso essere discriminato nell’accesso ai siti web dal possesso di un determinato browser (che funziona su un solo sistema operativo). Non vorrei dover utilizzare un sistema proprietario se non è nei miei programmi. Sarebbe una tassa ingiustificata.

10 ottobre 2006

Internet Explorer 7 in pole position

Filed under: Microsoft,Programmazione — lbell @ 6:05

Stando a quanto scritto sui blog ospitati dal Washington Post, Internet Explorer 7 sarà sicuramente distribuito agli utenti entro fine mese sfruttando Windows Update, forse già domani (o forse più tardi secondo alcuni blog Microsoft). Oltre ad una serie di feature che lo renderà praticamente indistinguibile da Firefox, avrà la possibilità di inibire l’installazione di software o la variazione dei setting del computer senza il consenso dell’utente, ma non su XP, bensì solo su Vista: una mossa evidentemente dettata dal marketing. Nell’articolo si sottolinea inoltre come i vari problemi di sicurezza, alcuni giganti, patiti negli ultimi tempi non abbiano scalfito minimamente la quota di mercato di IE.

Noi sviluppatori dovremo ritestare tutti i nostri applicativi web?

2 ottobre 2006

Problemi temporanei nel runtime C

Filed under: Microsoft,Programmazione — lbell @ 19:09

La funzione tmpfile(), standard ansi, permette di aprire un file temporaneo senza preoccuparsi di altro. Nella versione inclusa nella libreria runtime di Visual Studio 6 è compilata in modo che i file temporanei vengano creati nella root del disco corrente senza alcun riguardo delle impostazione di ambiente. Facile immaginare cosa succede quando al computer vengono applicate policies di sistema che impediscono agli utenti di scrivere al di fuori degli spazi loro assegnati. Ed ecco come un programma scritto qualche tempo prima ed utilizzato da anni, può smettere di funzionare da un momento all’altro, ma solo se tratta una mole di dati tale da rendere necessaria la creazione di un file temporaneo.

Indubbiamente scrivere le decine di funzioni di una libreria di runtime non è facile, e richiede un grande impegno e basta una singola decisione di design avventata per rendere inusabile il programma che la sfrutta. Il genere di cose da far tirare tardi la sera, sul lavoro.

27 settembre 2006

Se può essere fatto, qualcuno lo farà.

Filed under: cosi' va il mondo,Microsoft — lbell @ 18:41

Un problema di sicurezza in Internet Explorer viene trascurato da mamma Microsoft, tanto che la correzione viene pianificata con un ritardo di tre settimane. Chi non la trascura invece sono i soliti malintenzionati che mettono Internet Explorer subito sotto attacco. A causa della pressione dell’utenza mamma Microsoft oggi rilascia la correzione, ma viene preceduto da un gruppo di sicurezza privato che ne rilascia una propria non ufficiale. Che la comunità stia iniziando piano piano a muoversi verso mamma MS?

Quello che si impara da questa storia è che ogni problema di sicurezza per quanto piccolo o complicato da utilizzare per realizzare un exploit, sarà comunque sfruttato da qualcuno.

 

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